Ordine assistenti sociali regione sardegna



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Sana21.02.2017
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ORDINE ASSISTENTI SOCIALI REGIONE SARDEGNA

Viale Regina Margherita, 56 – Cagliari tel. 070/655384 fax 070/655996 e-mail: oasrsardegna@tiscali.it


Aggressione operatrice sociale di Calangianus.

 

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’aggressione alla responsabile dei servizi sociali del Comune di Calangianus, la dott.ssa Giuseppina Tripi.



Una denuncia per violenza a pubblico ufficiale e lesioni e venti giorni di cure per l’operatrice sociale. Questo è stato l’epilogo della vicenda avvenuta proprio all’interno degli uffici comunali.

Cambia l’ambientazione, cambia l’identità o, come nel caso in oggetto, la qualifica professionale della vittima, ma lo scenario sembra rimanere lo stesso: un utente reagisce in maniera violenta e aggressiva alle risposte che il servizio dà alla situazione di difficoltà in cui si trova.

La violenza, ancora una volta, rimane l’unica modalità di relazione. E questo non può che essere oggetto di indignazione e condanna, a prescindere dall’Ordine professionale di appartenenza.

Tuttavia,  come Ordine professionale, siamo tenuti ad una precisazione che è la nostra normativa ad imporci.

Televisione, web e social hanno riportato questa vicenda come accaduta ai danni di un’assistente sociale. La qualifica attribuita alla dott.ssa Tripi dai media è certamente legata al ruolo di responsabile del servizio sociale che, per legge, la stessa può svolgere e, attualmente, svolge presso il Comune di Calangianus, pur non avendo il titolo di assistente sociale.

Il comune gallurese, in tal senso, assolvendo all’obbligo di trasparenza imposto alle pubbliche amministrazioni, ne ha pubblicato il curriculum vitae, qualificandola opportunamente come operatrice sociale a fronte della sua Laurea in Scienze dell’Educazione indirizzo Educatore Professionale conseguita presso l’Università degli studi di Palermo, che la rende comunque idonea a svolgere l’incarico assegnatole.

E’ evidente, allora, come si tratti di una mera imprecisione mediatica, che ci troviamo a dover puntualizzare, non certamente per prendere le distanze dall’operato della dott.ssa Tripi, quanto piuttosto – torniamo a ribadire - per un’esigenza legata alla nostra normativa ordinistica di riferimento.

L’art. 2, L. 23 marzo 1993, n 84 sancisce, infatti, l’obbligatorietà del conseguimento del Diploma Universitario, dell’abilitazione mediante esame di Stato e dell’iscrizione all’Albo professionale per l’esercizio della professione, sia in regime di lavoro autonomo che in regime di lavoro dipendente. Questo consente all’Ordine di raccogliere la comunità professionale e di esserne la sua espressione, a tutela sia dei professionisti iscritti, sia degli interessi di coloro che, quali utenti dei servizi sociali o clienti di professionisti assistenti sociali, debbono essere garantiti rispetto alle prestazioni ed alla qualità del servizio prestato. Questo, nel caso de quo, non può accadere in ragione della precisazione fatta.



Ad ogni modo, ciò detto, ribadiamo la nostra solidarietà alla dott.ssa Tripi per quanto accadutole e, porgendole i nostri auguri di pronta guarigione, continuiamo a sollecitare un efficace intervento che possa rafforzare l’apparato dei servizi sociali territoriali ed evitare che simili episodi possano ripetersi.

 

La Presidente, Maria Grazia Scanu

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