Festa della letteratura e delle arti 26-27-28 settembre asuni 2008, la quarta



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ASUNI 2008

festa della letteratura e delle arti

26-27-28 settembre
ASUNI 2008, la quarta edizione della festa della letteratura e delle arti , quest'anno è stata costruita grazie ad una coraggiosa Amministrazione Comunale che ha destinato le principali risorse alla produzione di cultura. Gli sforzi delle Associazioni e la grande capacità di accoglienza degli Asunesi stanno rendendo possibile un progetto apparentemente utopico che vede AsuniFilmFestival, diretto da Antonello Carboni, alla quarta edizione, ed il cantiere del Museo dell'emigrazione che continua a procedere.

Ma la festa non è abbastanza: il territorio chiede sostanza e stabilità produttiva:con la collaborazione dell'Amministrazione comunale si è costituito il nucleo di giovani che lavoreranno al progetto del centro residenziale di produzione artistica e progettazione culturale LOGOS, che produrrà e distribuirà. Un corso di formazione farà crescere competenze e professionalità gestionali in alcuni giovani della zona.



Il tema di quest'anno? Radici e sradicamento. Cultura metropolitana e rurale come relazione ideale fra due periferie.

Venerdì 26 settembre

domus de janas
Natalia Molebatsi, rastafariana, giovane e molto nota spoken word artist sudafricana. Irriducibile nello smascherare l'apartheid in cui tuttora vivono i neri anche in Africa.  A fine 2008 uscirà con Penguin South Africa l'antologia di spoken word artists: We Are, da lei curata,  mentre nel 2009, sempre con Penguin, è prevista l'uscita di una sua raccolta di poesie dal titolo The Goddess Awakened. Viene presentata da Raphael D'Abdon, curatore dell'antologia di street poetry in Sudafrica: I nostri semi.

lollas
Julio Monteiro Martins, brasiliano, eclettico scrittore e poeta, Honorary Fellow in Writing all'università dello Iowa. È uno dei fondatori del movimento ambientalista brasiliano Os verdes e del Partido Verde. Avvocato dei diritti umani, si è occupato dell'incolumità dei meninos de rua chiamati a testimoniare in tribunale sulle stragi dei bambini abbandonati. Attualmente insegna Lingua Portoghese e Traduzione all'Università di Pisa. Dirige la rivista e laboratorio di narrativa Sagarana Ha pubblicato anche poesie e pièces teatrali. Scrive in portoghese ed italiano.

Carmen Yañez, profuga politica cilena, la signora della poesia, già ospite di successo in una precedente edizione. Nel 1975 scompare nelle mani della polizia politica di Pinochet. Scampata all'inferno di Villa Grimaldi, rimane in clandestinità e nel 1981 esilia in Svezia. Qui inizia a pubblicare le sue poesie su riviste svedesi e tedesche. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, dove ora risiede. L'editore Guanda ha pubblicato quattro sue raccolte in italiano.

Kilap Gueye, è nato in Senegal e attualmente vive a Cagliari. Scrittore dell'esperienza di migrante, impegnato nell'azione interculturale, Scrittore dell'esperienza di migrante, è attivo in diversi progetti di interscambio culturale. Autore del libro La Panchina (AIPSA 2008), ad Asuni sarà presente con un reading-concerto insieme al gruppo di percussioni Guney Africa.

anfiteatro
Stranos Elementos, gruppo di rappers turritani nato nel 2003- composto da RD ( Riccardo Fadda), ZIANU (Tizianu Masia) OKIO (Leonardo Solinas). La scelta di utilizzare il Turritano e il Logudorese  rende i loro testi immediati e incisivi, trascinanti per ritmica e forti contenuti sociali di denuncia dei disastri ambientali nelle aree industriali sarde. In particolare nell'album d'esordio "Posthudorra in Casthurina", mettono in luce i misteri rispetto ai veleni di Porto Torres, città dove sono nati e ancora vivono, e alle conseguenze nocive per la popolazione, spesso ignara o disinformata.

Sabato 27 settembre

domus de janas
Hossein Mohammadzadeh, affermato musicista originario dell'Iran, dove era studente dell'Accademia di Belle Arti, è in Italia da due anni come rifugiato politico. Nato in una famiglia di musicisti, da quando aveva nove anni suona il dotar, strumento molto popolare in Iran dalle origini molto antiche, che risalgono a 3500 anni fa. È costruito con legno di gelso e la sua forma assomiglia a quella del mandolino, ma con solo due corde. Spesso il dotar si suona accompagnato da varie percussioni e lo si può sentire abitualmente nelle feste.


lollas
Mia Lecomte, italo/francese, poeta, autrice per l'infanzia e di teatro. Svolge attività critica ed editoriale nell'ambito della letteratura della migrazione. Dirige la collana Cittadini della poesia, sulla poesia della migrazione italofona, ed ha curato l'antologia Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano. Ha pubblicato saggi, libri per ragazzi, racconti e poesia. È redattrice del semestrale  di poesia comparata Semicerchio e delle riviste letterarie online Kùmà, El Ghibli e Sagarana. Collabora a Le Monde Diplomatique.

Paul Polansky, poeta e fotografo statunitense che vive in Kosovo. La sua decisione di frequentare la Madrid University è l'inizio di una lunga odissea che lo porta a diventare uno degli scrittori più impegnati nella lotta per i diritti umani in Europa dell'est, importantissimo per il suo impegno a favore delle popolazioni Rom. Le sue raccolte di poesia descrivono le atrocità commesse da cechi, slovacchi, albanesi su quelle popolazioni. Ha svolto studi accurati sui campi di concentramento nazisti nei quali venivano trucidate, insieme a quelle ebraiche, intere comunità Rom. Ha pubblicato diversi libri, fatto esposizioni fotografiche, film, video e dirige alcuni progetti di aiuto e salvaguardia di queste popolazioni.

Michela Murgia, autrice sarda di brillante profondità e scrittura innovativa, la sua produzione può essere considerata come un importante punto di passaggio sull'evoluzione del linguaggio narrativo in Sardegna. Nota per Il mondo deve sapere, l'ironico libro sui call center da cui è tratto il film di Virzì Tutta la vita davanti. Collabora con numerose riviste. Viene ad Asuni col suo recente libro sull'Isola: Viaggio in Sardegna.

festa in piazza con cena popolare
festa di piazza col BKK, quartetto acustico, cuore pulsante di un collettivo di quindici musicisti professionisti che indaga la musica popolare, specialmente quella dell'est Europa, nei suoi diversi contenuti espressivi, ma anche sociali e politici. Filologia e improvvisazione nella loro musica adatta alle danze, ma anche all'ascolto più attento. Per questo concerto hanno un ospite eccezionale: Tore Anedda, batterista di Asuni dotato di grande istinto improvvisativo e di altrettanto grande capacità tecnica.


Domenica 28 settembre

domus de janas
Joan Oliva, catalano di Alghero, che ci introdurrà nelle realtà dei nomadi in Sardegna, con un ricordo della figura di Peppe Collu, attraverso il libro Máskar e Borori (tra gli alberi di pino). Così il gruppo di Romà khorakhané, che risiede da più di trent'anni ad Alghero, chiama il luogo dove dimorano le famiglie (il "campo nomadi" direbbero i gagé).

lollas
appuntamento di rilievo con la rivista Soliana, che ha debuttato nel settembre 2007. Una prosecuzione dell'impresa editoriale di Thèlema, che fu interrotta nell''88. Interessante per il suo sguardo sul pensiero contemporaneo, intende il fare cultura come un impegno dove l'indipendenza di idea e forma sostituisca la dipendenza difforme. Saranno presenti: Francesca Falchi, Mimmo Bua  Matteo Bordiga.

sala del Municipio
Sardegna Digital Library, nata per la valorizzazione dell'immenso patrimonio culturale sardo, è in continua evoluzione. Ad oggi contiene 1.002 filmati, 1.274 file audio, 14.157 immagini e 1427 pubblicazioni. Chiude gli incontri di Asuni 2008 mostrando alcuni preziosi filmati sull'emigrazione sarda tratti dal suo enorme archivio. Introduce il giornalista e critico cinematografico Sergio Naitza. Interviene Maria Antonietta Mongiu, Assessore Regionale alla Cultura. La memoria digitale della Sardegna - che sarà presente tutti i giorni con la sua postazione nella sala comunale - è sul sito

anfiteatro
KNA, fusione in veste acustica di due storici gruppi "d'impegno" - Kenze Neke ed Askra - avvenuta dal 2006, dando vita ad una miscela di accattivanti ballate che traggono forza dall'utilizzo di testi da sempre attenti al contesto socio-politico. Concerto di sicuro impatto che non necessita di molte presentazioni. Una forte presenza dal panorama della musica di denuncia in limba sarda.
E poi... le installazioni di arte visiva

casa Porcu-Cau
Antonio Are
- il musicista che fa risuonare tutte le voci e che per la prima volta si misura con un progetto visivo. L'eterna sospensione del dialogo tra lingue diventa Babelante, dialogo tra culture attraverso il confronto di due elementi: il canto e il fuoco. In una stanza vuota si proiettano due video contrapposti. In uno l'interprete è la voce che, dal suono del basso a tenore, riformula un ampio ventaglio di sonorità gutturali diverse. Di ogni canto è riconoscibile l'appartenenza geografica. Il risultato è una vertigine di voci che cerca possibilità riflettendosi nell'immagine parallela del fuoco virtuale, interprete del video che sta di fronte. Il fuoco, fulcro della casa, della comunità, della condivisione, elemento di aggregazione universale. Nelle sue lingue si legge il canto di una Babele contemporanea. Guardando nelle fiamme si ascolta il dialogo sospeso delle lingue.

casa Ricci
Az.Namusn.Art - Con una marca radicalmente performativa il collettivo affronta le tematiche che hanno dolorosamente investito la Sardegna negli ultimi quarant'anni: l'industrializzazione e le sue velenose conseguenze, lo spossessamento culturale e territoriale di un popolo inconsapevole e drammaticamente impreparato. Con interventi di arte pubblica, che denunciano l'urgenza ecologica nell'area industriale di Porto Torres, puntuali rivelatori dell'alto grado di indifferenza e, complici le istituzioni, disinformazione sui veleni per i quali la gente continua ad ammalarsi. Clear lab e After hours sono operazioni di transumanza (aznamusnart allo specchio) dei rifiuti tossici prelevati da un capannone dismesso della petrolchimica e portati nella piazza di Porto Torres sotto gli occhi dei cittadini radunati per la festa del santo patrono. Back stage nasce per caso da un orario non rispettato: in pieno giorno nel cielo si riversa un'enorme nube tossica. Solo dopo si scopre che non si tratta di un incidente ma di un fenomeno quotidiano che doveva restare un segreto notturno.

parete del Municipio
Erica il cane - La globalità metropolitana con le sue contraddizioni e la nuova espressività iconografica sarà nel disegno murale di Erica il cane, sigla notissima nell'ambito della Street Art, l'arte di strada che ormai costituisce un capitolo fondamentale della storia dell'arte contemporanea. Universo indefinibile di forme e linguaggi dinamici espressi con mezzi sempre diversi: murales e tags, disegni, stancil e poster, stickers e pins, ma anche tele e tatuaggi, siti internet e video. È l'eredità del Graffitismo anni '70 ed '80. Le aree dell'azione e le urgenze espressive sono immutate: riappropriazione degli spazi pubblici con percorsi che iniziano nella realtà dei centri sociali. Interventi d'arte abusivi contrapposizione a quelli convenzionali delle gallerie e del mercato. Questo non toglie spessore al lavoro: la loro agilità nell'intervenire su grandi spazi riflette un'altissima qualità espressiva e di contenuti. Nei disegni è riconoscibile un universo capovolto: il lato innocente dell'immaginario infantile che svela i suoi mostri giganteschi.

per il paese
(G)local citizen
- Glocal è la condizione del vivere globale e locale. La consapevolezza della propria cultura d'appartenenza, partendo dalla complessità delle sfumature, può renderci cittadini glocali. Ma appartiene ancora a pochi. Nei volti degli Asunesi, inquadrati nella loro marginalità dallo sguardo narrante di Alessandra Raggio e Gianluca Ricoveri, si coglie una parentesi di ostentata ed orgogliosa unicità che li rende paralleli, ovvero esclusi, rispetto al mondo. Una periferia di vite che, benché abbia conosciuto la migrazione, ha mantenuto una posizione marginale. Il percorso fotografico (G)local Citizen - che riproponiamo in ideale continuità col recente AsuniFilmFestival - raccoglie la costante provvisoria di un destino decentrato: in questi scatti anche i volti sono decentrati, colti sul margine, in lampi di curiosità e poi di nuovo distratti, assorti nel vuoto che li affianca.

Il progetto visivo Is manus, realizzato negli anni scorsi dall'artista catalano Anton Roca, accoglierà il pubblico con le immagini delle mani aperte degli asunesi.

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