Indice prima Parte (a cura di Cristiano Buzza)



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Sana08.09.2017
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Premessa


In questa sezione tenteremo di contestualizzare l’analisi sul rischio di evasione fiscale entro il quadro socio-economico e alla luce delle dinamiche di bilancio degli enti territoriali della cremonese. Ciò allo scopo di evidenziare punti di forza e di criticità del sistema e di fornire indicazioni riguardo l’impiego delle eventuali risorse derivanti dal recupero dell’evasione fiscale.

Il disagio e il peggioramento delle condizioni sociali di una quota significativa della popolazione, come conseguenza diretta o indiretta della crisi, sono empiricamente rintracciabili nella consistenza e nell’evoluzione temporale di un ampia gamma di indicatori sociali.

Le problematiche economico-sociali legate al territorio della provincia di Cremona, quindi, sono state tracciate sulla base dell’analisi di due distinte aree tematiche: il “Potere di acquisto, il risparmio ed il reddito delle famiglie” e l’“Inclusione sociale”.

Congiuntamente l’analisi ha preso in considerazione anche i bilanci di previsione dei Comuni per il periodo 2009 – 2012. Se infatti da un lato il livello delle aliquote legali applicate al prelievo fiscale, così come la struttura tributaria (intesa anche come indicatore di progressività fiscale), vengono spesso individuate nella letteratura specifica come cause legate all’evasione, è pur vero che la capacità di recupero dell’evasione stessa e le maggiori risorse a disposizione degli enti potrebbero, o meglio dovrebbero, garantire una minore pressione fiscale e contributiva oltre che consentire una più facile applicazione dei criteri di progressività.

Le conseguenze legate all’evasione, infatti, sono comprensibilmente un pesante onere in termini di perdita di gettito erariale/contributivo, concretizzandosi quindi in una più limitata disponibilità di risorse da destinare alla spesa pubblica nonché in maggiori difficoltà, per i Comuni, nel tentativo di rispettare i vincoli di bilancio. Per ciò che concerne la spesa pubblica, inoltre, sono gli elementi qualitativi a subire le principali conseguenze negative della base imponibile “sommersa” con particolare riferimento alla risorse stanziate per gli investimenti e alla spesa per i servizi sociali in senso stretto e, più in generale, destinata al welfare “allargato”, comprensivo di spesa per la cultura, istruzione, sport e tempo libero.

Inoltre la perdita di gettito, preso atto che il rischio di evasione sia innanzitutto legato ad alcune specifiche categorie di contribuente, genera inevitabilmente problematiche equitative all’atto del prelievo fiscale, contrastando quindi gli obiettivi di redistribuzione, sia orizzontali che verticali, assegnati in origine al prelievo stesso.


Trasformazioni sociali e indicatori sulla crisi economica


I processi di coesione sociale che storicamente hanno caratterizzato il territorio della provincia di Cremona, fondati in primo luogo su un basso tasso di disoccupazione, mostrano oggi forti segnali di debolezza.

La provincia di Cremona è infatti interessata da profonde trasformazioni socio-demografiche, i cui effetti negli ultimi 3 anni sono stati amplificati e in parte “distorti” dalle rilevanti dimensioni assunte in questo territorio dalla crisi economica internazionale e dalle crescenti difficoltà degli enti territoriali di far fronte al fabbisogno di politiche sociali e socio-sanitarie, e per l’integrazione.



Le tendenze in atto mostrano che al progressivo invecchiamento della popolazione (in particolare si segnala, per il periodo 2003/2011, il forte incremento degli ultrasettantacinquenni, la cui incidenza sulla popolazione totale è cresciuta dal 9,5 al 10,8%), si accompagna ormai da anni la forte crescita dell’immigrazione (la popolazione straniera residente è cresciuta sempre nel 2003/2011 da 13.323 a 39.750 unità, con una crescita del tasso di immigrazione della popolazione di ben 7 punti percentuali, dal 3,9 all’10,9%), e una lieve ripresa delle fasce d’età più piccole (la classe d’età da 0 a 6 anni è cresciuta dal 5,8% a circa il 6,4%), il cui trend è da correlare in buona parte alla maggior presenza di famiglie immigrate nel territorio.
Incidenza popolazione ultra75enne sul totale della popolazione residente. Serie storica 2003/2011

 

2011

2010

2009

2008

2007

2006

2005

2004

2003

Bergamo

8,3

8,1

7,9

7,8

7,6

7,4

7,2

7,0

6,9

Brescia

8,8

8,7

8,5

8,4

8,2

8,1

7,8

7,7

7,5

Como

9,6

9,3

9,2

9,0

8,8

8,6

8,3

8,1

8,0

Cremona

10,8

10,6

10,5

10,4

10,3

10,1

9,8

9,7

9,5

Lecco

9,5

9,3

9,1

9,0

8,8

8,5

8,3

8,1

7,9

Lodi

8,9

8,7

8,5

8,5

8,4

8,3

8,1

7,9

7,9

Mantova

11,1

10,9

10,8

10,8

10,8

10,6

10,5

10,4

10,3

Milano (*)

9,8

7,7

9,3

9,1

8,8

8,5

8,3

8,1

8,0

Pavia

11,6

11,4

11,3

11,2

11,2

11,0

10,8

10,6

10,5

Sondrio

9,9

9,7

9,4

9,3

9,0

8,8

8,5

8,2

8,0

Varese

9,9

9,6

9,4

9,2

9,0

8,8

8,6

8,4

8,2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

9,7

9,4

9,3

9,1

8,9

8,6

8,4

8,2

8,1


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